Massimo Tonetti

23 June 2006

Rue de Seine - Martial Solal/Dave Douglas

Filed under: CD — m.tonetti @ 14:07

RueDeSeineTra le recenti novità discografiche sicuramente l’inedito duo tra il pianista francese Martial Solal e il trombettista americano Dave Douglas è il più intrigante. Era difficile immaginare cosa poteva nascere da questo incontro transgenerazionale, ben trentacinque anni di differenza tra Solal, che ha attraversato la storia del jazz in Francia da Grappelli a Stan Getz, e Douglas, trombettista instancabile nelle sue incredibili varietà progettuali. Li unisce la capacità di mettersi in gioco, il gusto per il rischio che l’improvvisazione richiede, il dono di non sapersi adagiare su formule battute. Il risultato, a mio parere, è di spessore notevolissimo. La musica è densa e complessa , sicuramente richiede molti passaggi per essere decifrata completamente (è il tono dei commenti degli appassionati francesi nel forum di Citizien Jazz), cosi’ come lo era il precedente duo di Solal con Michel Portal. I due si sono divisi i compiti: ognuno ha composto tre brani (July Shower, 34 Bars Blues e Fast Ballads per Solal, Blues to Steve Lacy, For Suzannah e Elk’s Club per Douglas), poi altri quattro brani pescati tra gli standars (Body and Soul, All the things you are, Have you meet Miss Jones e Here’s that rainy day) hanno completato l’album. Sicuramente un brano rapisce immediatamente: è il magnifico Blues to Steve Lacy, che inizia lento e maestoso, e dopo un breve, concentratissimo assolo di Solal vede Douglas librarsi ad altezze stratosferiche a campana aperta. Echeggia quà e la il ricordo di Woody Shaw più che di Miles, notevole anche l’uso della sordina in molti brani del disco (Elk’s Club in particolare). Da raccontare la storia di For Suzannah, brano scritto da Dave e suonato dal solo Martial: “Noi abbiamo deciso che io mi assumevo l’incarico dell’introduzione e del tema. Ho suonato con la partutura sotto il naso e quando ho gettato un occhio su Dave, lui ascoltava intensamente senza portare la tromba alle labbra. Mi sono cosi’ ritrovato alla coda del pezzo senza che lui intervenisse. Mi ha detto: non ne ho sentito la necessità, lo trovavo bellissimo cosi’ com’era.” (Intervista di Alex Dutilh a Solal, Jazzman, febbraio 2006). “Rue de Sein” oltre che titolo del CD, è anche una elegante strada parigina ricca di gallerie d’arte e sede dello studio dove è stato registrato l’album per l’etichetta italiana CAM Jazz. Curioso anche il fatto che prima del progetto comune Solal non conoscesse affatto Douglas. Sentiamolo dalle sue parole: “Conoscevo il suo nome ma non la sua musica. Mi hanno passato qualche disco e davanti alla sua originalità e alla maestria strumentale, due qualità fondamentali ai miei occhi, io mi sono detto immediatamente d’accordo. Lui sa suonare a velocità stupefacente, poche note oppure un flusso inarrestabile. Ho capito che si serve della tecnica per innovare… Il contatto con Dave è stato molto semplice. Abbiamo comunicato per e-mail, deciso di scrivere tre pezzi ognuno, quello che esattamente poi è avvenuto. Il primo giorno in studio abbiamo studiato i pezzi, e l’indomani abbiamo cominciato a registrare partendo dagli standars.” (A.Dutilh-Jazzman). Disco da cinque stelle, almeno per la mia sensibilità musicale, ma penso di interpretare quelle che saranno le recensioni della stampa specializzata internazionale, che ancora non si è espressa data la recentissima uscita del disco. Recensione tratta da VAOL.it - Mondo Jazz a cura di Roberto Dell’Ava.

Elenco dei brani: 01. July Shower (M. Solal) 5:24; 02. Blues To Steve Lacy (D. Douglas)-5:54; 03. 34 Bar Blues (M. Solal)-5:10; 04. For Suzanna (D. Douglas)-3:25; 05. Fast Ballad (M. Solal)-5:06; 06. Elk’s Club (D. Douglas)-5:06; 07. Have You Met Miss Jones (L. Hart/R. Rodgers)-4:26; 08. Body And Soul (J. Green/R. Heyman)-5:18; 09. Here’s The Rainy Day (J. Burke/J. Van Hausen)-3:18; 10. All the Things You Are (O. Hammerstein/J. Kern)-6:35.

Musicisti: Martial Solal (pianoforte), Dave Douglas (tromba).

Altra recensione interessante su All About JAZZ a cura di Maurizio Zerbo.

Ashley Kahn - A Love Supreme

Filed under: Libri — m.tonetti @ 14:05

ALoveSupremeStoria del capolavoro di John Coltrane. Alcuni album jazz – pochi – possono vantare un’influenza, un successo di critica e di pubblico contro i quali il tempo non può nulla. Nel 1964 il leggendario sassofonista John Coltrane ne creò uno, in una sola session. A Love Supreme è ricerca interiore, espressione dell’inesprimibile, ingresso prepotente della religiosità nel jazz, sperimentazione musicale, contaminazione di jazz modale, blues, gospel, tradizione indiana, poliritmia africana, bebop: pietra miliare in musica. La genesi di un capolavoro di tale risonanza è una combinazione irripetibile di tempi, luoghi e persone. Per raccontarla Ashley Kahn, come già per Kind of Blue di Miles Davis, ha raccolto le testimonianze di musicisti, produttori e amici. Compresi i protagonisti dell’incisione: il pianista McCoy Tyner, il tecnico del suono Rudy Van Gelder. E quelli che non ci sono più: lo stesso Coltrane in alcune interviste inedite, il contrabbassista Jimmy Garrison e il batterista Elvin Jones, scomparso di recente, al quale Kahn ha voluto dedicare il commosso ricordo che apre l’edizione italiana. Oltre cento immagini sono la scenografia di questo viaggio nel mito, sapiente miscela di biografia, analisi musicale, storia dell’America anni sessanta. I neofiti scopriranno un mondo affascinante, gli appassionati i segreti di un album che ha infranto le barriere dei generi musicali portando il messaggio universale di “un amore supremo”. Casa editrice il Saggiatore. Costo € 29.00. (Tratto dalle note di copertina)

“Bellezza, eleganza, grazia: sono le sensazioni che ho provato leggendo questo libro. Un’opera ‘suprema’.” Carlos Santana

Ashley Kahn - Kind of Blue

Filed under: Libri — m.tonetti @ 14:03

KindOfBlueNew York, 1959: storia e fortuna del capolavoro di Miles Davis. Per i jazzisti è la Bibbia. Per i critici è l’album jazz che ogni appassionato dovrebbe conoscere. Da quando fu registrato nel 1959, Kind of Blue ha venduto milioni di copie nel mondo ed è diventato uno dei dischi più importanti del suo secolo. Nell’anno che segnò una svolta nella storia del jazz, Miles Davis mise insieme il suo leggendario sestetto – John Coltrane, Bill Evans, Cannonball Adderley, Jimmy Cobb, Paul Chambers e Wynton Kelly – e in due sessioni di improvvisazione creò un capolavoro senza tempo. Oltre quarant’anni dopo, Ashley Kahn spalanca le porte del celeberrimo studio della Columbia sulla Trentesima Strada a Manhattan e ci fa rivivere quel giorno di marzo in cui cominciarono le registrazioni. L’accesso ai nastri originali completi gli ha permesso di ricostruire le sessioni take dopo take riportando alla luce frammenti inediti. Ma sono soprattutto i ricordi di testimoni e protagonisti, le parole di Bill Evans, John Coltrane e degli altri a rievocare i dubbi e le discussioni che segnarono la ricerca di una nuova strada, offrendoci il privilegio di assistere al mistero della creazione artistica. Il racconto di Kahn è arricchito da oltre cento immagini, appunti presi durante le registrazioni, fotografie dei concerti, spartiti annotati a penna e da un’introduzione di Jimmy Cobb, l’unico membro del sestetto ancora in vita. Tra parole e immagini, la cronaca di quei giorni si dilata fino a percorrere le tappe che portarono Davis dal bebop al jazz modale, per seguire poi la fortuna dell’album che è diventato una pietra miliare della musica contemporanea. Accanto al carisma e al genio di Miles Davis, protagonista di queste pagine è la New York degli anni cinquanta. I suoi locali, i suoi riti, la sua vita notturna, le sue atmosfere vibrano per sempre nelle note di Kind of Blue, la migliore risposta che si possa dare a chi chiede che cosa sia il jazz. Casa editrice il Saggiatore. Costo € 29.00. (Tratto dalle note di copertina)

“Questo libro è lo straordinario resoconto di uno dei più grandi eventi musicali del nostro tempo. È come se le personalità di tutti coloro che parteciparono saltassero letteralmente fuori dalle pagine… è come essere lì con loro. Non si può non averlo.” Herbie Hancock.

Il Mereghetti. Dizionario dei Film 2006

Filed under: Manuali, Libri — m.tonetti @ 14:02

Mereghetti - Dizionario dei Film 2006Nuova edizione riveduta e aggiornata del “Dizionario dei Film” di Paolo Mereghetti, critico cinematografico e giornalista, inviato del “Corriere della Sera”, autore di saggi su vari registi e vincitore nel 2001 del Premio Flaiano per la critica cinematografica. Questa edizione del Dizionario è stata arricchita con i film usciti negli ultimi due anni nelle sale cinematografiche, ma anche in DVD o programmati per la prima volta nei canali tematici, con nuove schede di film importanti, curiosi o solo strani usciti nei cento e più anni di vita del cinema. Il Dizionario dei film è un utile strumento per guidare lo spettatore all’interno della sempre più aggressiva marea di titoli che invadono quotidianamente cinema e televisione. L’impostazione di fondo che ha reso il Dizionario un successo editoriale e’ rimasta immutata. Vale a dire una scrittura chiara, un’attenzione al fenomeno cinema che sa coniugare il rigore enciclopedico con la curiosità cinefila, la storia del cinema con le influenze culturali e sociali. Per il resto, il Dizionario mantiene la sua struttura tradizionale. Nel primo tomo le oltre 20000 schede dei film, e nel secondo tutti gli indici, ivi compreso quello degli attori e delle attrici, dei titoli originali che lo rendono uno strumento indispensabile di ricerca. E’ un libro utile per chi si vuole avvicinare al mondo del cinema o per chi ci si è già avvicinato. Può essere letta sia come un’opera di cultura che come un personale amarcord sui film che si vedevano da ragazzi e che sono rimasti nella memoria e nel cuore. I due volumi sono contenuti in un pratico cofanetto. Edito da Baldini Castoldi Dalai. Costo € 40.


21 June 2006

Trumpet Legacy - Fabrizio Bosso & Flavio Boltro Quintet

Filed under: CD — m.tonetti @ 00:47

TrumpetLegacy 1. MOONTRANE (W. SHAW)
2. WOMAN’S GLANCE (F. BOSSO)
3. DAAHOUD (C. BROWN)
4. LITTLE SUNFLOWER (F. HUBBARD)
5. DELFEAYO’S DILEMMA (W. MARSALIS)
6. EVERYTHING HAPPENS TO ME (M. DENNIS)
7. BIG BUTTER AND EGGMAN (L. ARMSTRONG)
8. WHOOPIN’ BLUES (ARR. F. BOSSO)
9. LOTUS BLOSSOM (K. DORHAM)
10. FIRST SMILE – JAZZ A DOC (F. BOLTRO)
11. EIGHTY ONE (R. CARTER)

FABRIZIO BOSSO - Trumpet
FLAVIO BOLTRO - Trumpet
LUCA MANNUTZA - Piano
LUCA BULGARELLI - Bass
LORENZO TUCCI - Drums

Dall’etichetta giapponese Sound Hills e prodotto per loro conto da Sergio Veschi della Red Records, il tanto atteso seguito di “Rome After Midnight” del trombettista Fabrizio Bosso ed il suo quintetto, questa volta in compagnia di Flavio Boltro. Registrato nell’ottobre 2005 a Roma, “Trumpet Legacy” conferma le sorprendenti doti artistiche di due dei nostri migliori trombettisti, conosciuti e stimati in tutto il mondo. Imperdibile per quanti già posseggono il primo volume, questo CD è da considerare come uno degli eventi jazz dell’anno 2005 e non può mancare in una collezione di jazz che si rispetti. Splendida la veste grafica dotata del classico “appeal” tipico dei CD giapponesi. Distribuito in Italia dalla IRD. Il CD e’ disponibile anche in versione DVD.


16 June 2006

Orologi a Valvole Nixie

Filed under: Tecnica, Realizzazioni — m.tonetti @ 02:28

Nixie

Si tratta di orologi costruiti mediante l’utilizzo di valvole termoioniche. Negli anni 60/70 erano largamente diffusi ed erano in grado di garantire quasi 100.000 ore di funzionamento continuo (ovvero dai 5 ai 10 anni). Il processo di funzionamento delle valvole termoioniche è molto interessante: si tratta di ampolle di vetro all’interno del quale vengono poste delle placche e delle griglie di materiale metallico appositamente conformato e distanziato. All’interno viene poi fatto il vuoto ed immesso un gas inerte quale l’azoto. Viene poi depositato uno strato di mercurio all’interno ed il tutto viene sigillato. Un filamento di tungsteno riscalda l’interno della valvola e fa in modo che il mercurio diventi volatile all’interno creando una situazione di leggera conduzione ionica. Applicando una differenza di potenziale alle placche si ottiene un flusso di ioni dalle une alle altre che possono essere accelerati e ritardati dalle griglie presenti. Con questo sistema le valvole termoioniche sono in grado di presentare la caratteristica di amplificare o modulare segnali e tensioni ad esse applicati. Sono i primi diodi e transitor della storia ed hanno permesso la costruzione delle prime radio ed amplificatori.
Nell’orologeria il processo è decisamente semplificato poichè si sfutta soltanto la prerogativa estetica dei tubi termoionici di essere in grado di illuminarsi se predisposti a fornire indicazioni luminose.
Diversamente dalle valvole termoioniche, le Nixie sono riempite di vapori di sodio da cui ne deriva la particolare luminescenza arancione durante il funzionamento. Le Nixie classiche hanno all’interno tutti i numeri sovrapposti sul piano verticale, ne deriva che l’accensione avviene applicando la differenza di potenziale tra la griglia e il numero stesso tra cui avviene il processo fotoionico. In pratica si tratta di un tubo con un anodo, tanti catodi quante sono le cifre da 0 al 9, senza filamento e con gas al posto del vuoto. Ogni catodo è sagomato con la forma di un numero e quando uno di questi viene chiuso a massa, nel tubo scorre una piccola corrente che crea un effluvio luminoso attorno al catodo interessato di color arancione, riproducendo cosi’ la cifra numerica da visualizzare.
Ci sono parecchi siti online che trattano valvole Nixie. Il piu’ completo e’ NixieClock.de dov’e’ possibile reperire le valvole o addirittura acquistare kit completi che consentono la realizzazione di orologi perfettamente funzionanti ed esteticamente validi, come quello in figura, che e’ di mia proprieta’ e che e’ stato realizzato mediante il kit “Nixie Clock Kit V1.08A” ed utilizzando tubi Nixie del tipo IN-14. Ecco il manuale per l’assemblaggio, in formato PDF ed estremamente dettagliato. Quest’orologio preleva il clock dalla 50Hz della rete elettrica, in alternativa si puo’ utilizzare un modulo ricevitore aggiuntivo DCF77.
Infine vale la pena di dare un’occhiata a queste realizzazioni storiche di cui alcune veramente bizzarre e ad una galleria di immagini molto interessanti.


15 June 2006

McIntosh MCD201 - CD/SACD Player

Filed under: Hi-Fi — m.tonetti @ 23:10

MCD201

Dopo una serie di problemi riscontrati sui primi esemplari commercializzati, sostanzialmente legati alla meccanica e alla revisione di firmware, il nuovo lettore CD/SACD 2CH della McIntosh sta conquistando gli appassionati e gli estimatori storici della casa di Binghamton. Le prestazioni sono entusiasmanti e l’estetica e’ mozzafiato. La scena sonora riprodotta e’ da primato. La musicalita’ e’ incredibile. Il costo e’ tutto sommato contenuto (5300 euro!). Insomma un lettore che ha tutte le carte in regola per diventare un vero e proprio best buy. Dopo che la rivista specializzata SUONO (N°391-4/2006) lo ha definito come il migliore lettore CD che sia mai transitato nella sua sala d’ascolto, ora anche la rivista tedesca STEREOPLAY lo definisce non solamente come il miglior lettore McIntosh di tutti i tempi, ma anche uno dei CD/SACD migliori in assoluto. Questo il link relativo all’MCD201 sul sito McIntosh, la brochure e il manuale. Distribuito in Italia da MPI Electronic.

Queste le caratteristiche tecniche:
- Livello di Uscita: 2.0Vrms RCA; 4.0Vrms XLR;
- Uscita Variabile: 0-6.0Vrms RCA; 0-12Vrms XLR;
- Impedenza di Uscita: 600 ohms bilanciato/sbilanciato;
- Risposta in Frequenza: SACD(4Hz-110KHz, +0.5dB, -2dB), CD(4Hz-20KHz, +/-0.05 dB);
- Rapporto Segnale/Rumore: > 110dB;
- Gamma Dinamica: > 100dB;
- Distorsione Armonica: SACD(0.002@1000 Hz), CD(0.003@1000 Hz);
- Separazione tra i Canali: > 98 dB (1000Hz);
- Dimensioni: 15.24 x 44.5 x 41.9 cm;
- Peso: Kg 10,4.


Kosmopolites - Paolo Fresu Quintet

Filed under: CD — m.tonetti @ 01:28

kosmopolites 1. In Viaggio
2. Kosmopolites
3. Spazi Provvisori 1
4. In Stretta Vicinanza
5. Calasetta
6. Hush Please!
7. Negli Occhi
8. Visions
9. Echoes
10. Spazi Provvisori 2
11. The Ride
12. Echoes 2
13. Variazione 12
14. The Silent Track
15. Lascia Ch’lo Pianga

Paolo Fresu - tromba e flicorno
Roberto Cipelli - pianoforte
Tino Tracanna - sax tenore e soprano
Attilio Zanchi - contrabbasso
Ettore Fioravanti - batteria

Kosmpolites rientra in un progetto importante ed articolato: ben cinque lavori che verranno prodotti dalla Blue Note, ciascuno scritto da un componente del quintetto. Questo e’ il primo a firma di Roberto Cipelli. Vale la pena di leggere questa recensione su JazzItalia. Questa e’ un’intervista a Paolo Fresu. Finora sono stati pubblicati “P.A.R.T.E” di Attilio Zanchi e “Incantamento” di Tino Tracanna.


A Tribute to Charlie Parker - Francesco Cafiso & Strings

Filed under: CD — m.tonetti @ 01:25

CafisoCParker 1. - I’ll Remember April
2. - What Is This Thing Called Love
3. - Out Of Nowhere
4. - Everything Happens To Me
5. - Summertime
6. - They Can’t Take That Away from Me
7. - Dancing in the Dark
8. - Laura
9. - I Didn’t Know What Time It Was
10. - Just Friends
11. - April in Paris
12. - Easy to Love
13. - I’m in the Mood for Love
14. - Yesterdays
15. - I Should Care
16. - If I Should Lose You
17. - Repetition
18. - Prayer for Charlie

Francesco Cafiso - sax alto
Riccardo Arrighini - piano
Aldo Zunino - bass
Stefano Bagnoli - drums

Francesco Cafiso – in “Tribute to Charlie Parker” – racconta la vita, “struggente”, del sassofonista più amato e più contestato del scorso secolo: “The Bird”. Edito da Umbria Jazz record e Giottomusic. Vale la pena di leggere questa recensione su JazzItalia.

14 June 2006

Time Line - Ralph Towner

Filed under: CD — m.tonetti @ 23:37

TimeLine 1. The Pendant
2. Oleander Etude
3. Always By Your Side
4. The Hollows
5. Anniversary Song
6. If
7. Five Glimpses
8. I - V
9. The Lizards Of Eraclea
10. Turning Of The Leaves
11. Come Rain Or Come Shine
12. Freeze Frame
13. My Man’s Gone Now

Ralph Towner - guitar

Un album in solo nella tradizione di Diary, Solo Concert ed Anthem. Registrato nel monastero austriaco di St. Gerold con la consapevolezza del ricco riverbero naturale. Edito da ECM records.


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