Massimo Tonetti

11 April 2007

Anything else - Rosario Giuliani Quintet

Filed under: CD, Novita' — m.tonetti @ 14:01

RosarioGiuliani - AnythingElse Sorprende Rosario Giuliani, ancora una volta sorprende. A detta di molti More Than Ever rappresentava il disco della maturità, ma ascoltando Anything else ci si accorge che la sua musica è un work in progress in continua evoluzione e che ogni disco è quello della vita. Perchè Giuliani è così, è uno che non entra in sala d’incisione tanto per, sa che un disco è un’opera d’arte e deve poter esprimere qualcosa, fotografare un momento. Anything else è un dedalo di suoni, di umori, di idee, di passione. E’ l’attenzione per la composizione, è la bellezza e la ricercatezza del suono, è la voglia di suonare con musicisti che sappiano divertirsi e che abbiano voglia di emozionare. Il new quintet ne è chiara rappresentazione, un gruppo a cui piace essere gruppo: Giuliani, da band leader intelligente qual è, gestisce al meglio gli equilibri della formazione, non si erge a capo banda ma si mette a servizio della musica, unico modo per tirar fuori da ognuno il meglio; ed è così che nasce la magia dell’interplay, quello vero. Ascoltando la front line Giuliani-Boltro viene da sorridere; cose d’altri tempi. Sono due musicisti che la tradizione ce l’hanno dentro, che l’hanno metabolizzata ma con la voglia di portare il discorso più avanti, aggiungere ancora qualcos’altro: giocano, si inseguono, fraseggiano all’unisono, passano da tiratissimi temi hard bop a sonorità latin, sembra che nella vita non abbiano fatto altro che suonare insieme tanto sono complici. La ritmica poi, è a dir poco pazzesca. Dado Moroni al piano è esplosivo: il senso dello swing, il fraseggio, la vulcanicità delle idee; un valore aggiunto assoluto.
Non è da meno la premiata ditta Vignolo-Henocq che con grande freschezza non si lascia mai andare a idee scontate o banali ma che cerca in ogni momento la soluzione migliore da mettere a servizio della musica. (Tratto da sito Egea Music).

Il sito ufficiale di Rosario Giuliani.

Blue - Doctor 3

Filed under: CD, Novita', Notizie — m.tonetti @ 14:00

Doctor3 - BlueLunedi 2 aprile alla Casa del Jazz di Roma i Doctor 3 (Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra) hanno presentato in anteprima assoluta il loro ultimo lavoro discografico ‘’Blue'’, registrato e mixato in studio alla Casa del Jazz, realizzato per Via Veneto Jazz con distribuzione Emi.

I Doctor 3 sono tornati. Assenti dalla scena discografica dal 2003, il loro ritorno è più che mai prezioso, anche perché questi anni di silenzio non hanno prodotto alcunché di similare nel panorama discografico del jazz italiano. La musica, o meglio l’alchimia dei Doctor 3 era ed è soltanto loro, appartiene soltanto al trio, sebbene individualmente i componenti del gruppo abbiano dato vita, in questo periodo, ad album di tutto rispetto. Ma, diciamolo, non è stata la stessa cosa.

Ciò detto, siamo ancora una volta di fronte ad un album che non smette di girare nel lettore cd: irresistibilmente jazz, questo è, diversamente dai precedenti, un album decisamente notturno, ricco di atmosfere “blue”. Come sanno i più, da questa parola dai molteplici significati si prese a definire il genere Blues. In questo caso i nostri si rifanno a quella “melancholia” che spesso pervade l’anima del musicista, portandolo a creare un’atmosfera di sereno struggimento.

Blue è un album più maturo, più intimo, dove l’improvvisazione viene ulteriormente ridotta per privilegiare la forma-canzone, qui restituita praticamente intatta, e l’aspetto melodico. C’è minimalismo e sintesi, rispetto alle quattro precedenti produzioni; c’è una limpidezza cristallina restituita in ogni nota, in ogni accordo, in ogni sfumatura armonica; è come se autori tanto distanti nel tempo e nello spazio (da Burt Bacharach a Francesco De Gregori, da Damien Rice a Luigi Tenco, da Rodgers & Hart a Mogol/Battisti, passando per Elmer Bernstein, James Taylor e John Williams….) suonassero tutti allo stesso modo, filtrati dall’anima dei musicisti e restituiti dai loro strumenti.

Un disco dell’anima e per l’anima. “Dopo circa quattro anni di silenzio discografico, la realizzazione di Blue è caratterizzata da una novità.
Doctor 3 nasce nel 1997 e nei suoi dieci anni di storia ha sempre lavorato, in studio come dal vivo, lasciando fluire liberamente la musica, senza un programma definito, partendo da un brano, da uno spunto ritmico o melodico, e poi, durante il percorso, cambiare direzione e andare a finire da tutt’altra parte. La costante, nella musica di Doctor 3, rimane l’amore per il jazz e per il suo linguaggio, ma la novità di Blue consiste nell’ avere concepito il cd, per la prima volta, seguendo uno schema estremamente “normale”, “classico”. Si tratta semplicemente di undici singoli brani piuttosto brevi, con un inizio una fine e uno sviluppo solistico piuttosto minimale, essenziale, a volte tematico, privilegiando una atmosfera intimistica, non aggressiva ma estremamente intensa. Da qui il termine Blue per dare un nome a quella sottile “malinconia” che poi si rivela un sentimento assai vicino alla felicità, un sentimento apparentemente intimo, privato, ma che, proprio per questo, ti avvicina ancora di più al cuore della gente.”

Doctor 3 nasce nel 1997. La formazione, seppur inedita, conta su una profonda conoscenza reciproca, umana e musicale, una sorta di “sintonia” che costituisce il carattere del gruppo. Rea e Pietropaoli hanno debuttato insieme nel ‘75 con il “Trio Di Roma” (con Roberto Gatto), in seguito hanno condiviso molte esperienze, tra le quali quella con “Lingomania”. Pietropaoli e Sferra hanno maturato la loro intesa con lo “Space Jazz Trio” di Enrico Pieranunzi, un gruppo che in circa dieci anni di storia ha ottenuto innumerevoli riconoscimenti. Il CD di esordio, “The Tales Of Doctor 3” (V.V.J.) , affianca, alla musica, dei racconti fantastici che ne descrivono il percorso in forma di viaggio. Questo CD ha ottenuto il “Premio Arrigo Polillo” indetto dalla rivista specializzata “Musica Jazz” come “Miglior Disco Italiano” del ‘98. Nel ’99 esce il secondo lavoro discografico: “The Songs Remain The Same” (V.V.J.) , che consegue dalla rivista “Musica & Dischi” il riconoscimento di “Miglior Disco” nella categoria “Jazz”. Nel ‘99 e nel 2001 la classifica del “Top Jazz” della rivista “Musica Jazz” vede affermarsi Doctor 3 come “Miglior Gruppo o Orchestra Italiano”. Nel novembre ’99 sono invitati al Festival Jazz di Pechino. Nel gennaio 2001, all’interno di una “Italian Jazz All Stars”, si esibiscono alla Town Hall di New York riscuotendo un notevole successo di pubblico e di critica. Nel novembre 2003 sono invitati al “San Francisco Jazz Festival”. In seguito saranno invitati ad esibirsi in importanti rassegne jazz in Serbia, Tunisia e Brasile. Nel 2006 sono nuovamente invitati in Cina per esibirsi all’Università di Pechino. Nel 2001 pubblicano “Bambini Forever” (V.V.J.), il loro terzo CD, e “Live And More” (V.V.J.), allegato al numero di dicembre della rivista “Musica Jazz”. Nel dicembre 2002 collaborano con il danzatore e coreografo Daniel Ezralow per un concerto a Roma nell’ambito della rassegna “Jazz All’Ambra”. Nel mese di giugno 2003 viene pubblicato “Winter Tales” (V.V.J.) un doppio CD registrato dal vivo nel dicembre 2002 a Orvieto - Umbria Jazz Winter # 10.
Il viaggio di Doctor 3 attraverso la musica non conosce confini. Può sembrare contraddittorio spaziare da George Gershwin a Sting, da Domenico Modugno a Cole Porter, dai Beatles a Gilbert Beacaud, da Fabrizio De Andrè ai Red Hot Chili Peppers, da Tom Waits a Mascagni, da Elton John a David Holst, da Bob Dylan a Verdi, e poi Joni Mitchell, Ennio Morricone, Luigi Tenco e molto, molto di più. Ma esiste una “ferrea logica di gruppo” che rende tutto naturale, coerente : è l’improvvisazione, sorretta da un linguaggio, quello del jazz, assai rigoroso e consolidato in decenni di affiatamento e di “allenamento alla libertà”. (Tratto da musicalnews)

(Leggi anche su JazzItalia.net).

Rosso, Verde, Giallo E Blu - Paolo Fresu Quintet

Filed under: CD, Novita', Notizie — m.tonetti @ 13:54

Fresu - RossoVerdeGialloBluLunedì 2 e Martedì 3 aprile, presso il locale “La Palma” di Roma, il Paolo Fresu Quintet ha presentato il quinto e ultimo episodio della serie pubblicata per la Emi/Blue Note italiana dal titolo “Rosso, Verde, Giallo e Blu”, dedicato alle musiche di Paolo Fresu, nell’ambito della grande festa del XX anno di attività del gruppo, celebrata nel 2004.

La Blue Note italiana ha offerto al gruppo di testimoniare - con una serie di incisioni pubblicate in tutti i paesi del mondo - il presente e il futuro di questa straordinaria formazione.

Con cadenza praticamente semestrale, una grafica ad hoc e la dedica di ogni lavoro ad ognuno dei cinque componenti la formazione, in veste di compositore, (sembra non sia mai successo nell’intera storia del jazz) la celebre e storica etichetta jazzistica, ha dunque dato alle stampe a scadenze regolari, una serie di cd che attraversa il pensiero e i moderni territori jazzistici di una fra le migliori espressioni del jazz contemporaneo.

I dischi, tutti registrati in Francia, nel ricercatissimo studio provenzale de “La Buissonne” di Pernes les Fontaines, dove la qualità sonora è davvero eccelsa, sono stati pubblicati con cadenza regolare: nella prima uscita il quintetto ha incontrato le composizioni del pianista Roberto Cipelli (“Kosmopolites”). Al disco di Roberto sono poi seguiti a ruota, le pubblicazioni di quello (“P.a.r.t.e.”) di Attilio Zanchi, il contrabbassista del gruppo, quello del sassofonista Tino Tracanna (“Incantamento”) e quello del batterista Ettore Fioravanti (“Thinking”).

Un lavoro praticamente enciclopedico eppure incredibilmente attuale, capace di riassumere ecumenicamente il livello qualitativo di una formazione che raccoglie nomi davvero importanti della storia del jazz italiano e che, già ormai da un buon decennio, conquista via via nuovi successi ben oltre i confini geografici nostrani. (Tratto da musicalnews)

Note di Copertina:
“Rosso, verde, giallo e blu sono i miei colori preferiti. Perché ‘suonano’ bene tra loro come le personalita’ di questo Quintetto che esiste ormai da 23 anni. Hanno personalita’ i colori ma allo stesso tempo non sono puri, si amalgamano bene e si lasciano mescolare. Il rosso è il colore di Roberto. E’ caldo e vivace e sa essere forte ma allo stesso tempo delicato e passionale. E’ Picasso ma anche Mirò. Sa di latino e di tori ed e’ Cremona con l’ortodossa magnificenza monteverdiana ma riverbera di Venezia. E’ un sipario scaligero. E’ il Teatro Ponchielli, Sangue e vita, peccato e redenzione. Il verde è Ettore. A me piace il verde acqua. E’ quello limaccioso del Tevere che attraversa la città capitolina ed e’ dei parchi romani. E’ speranza, prosperita’ e pensa positivo. E’ Monet, Degas, Cezanne ed anche Botticelli. Ed è in molte delle bandiere del mondo, specie in quelle africane e quella del Brasile è verde, gioia, saudade e serenità. Anche nel drappo italiano c’e’ un po’ di verde e c’e’ il rosso di Roberto. Tino invece e’ il giallo. Caloroso e desertico il giallo e’ il colore del sole. Tiepido ed inaspettato in primavera quanto forte e diretto d’estate. Sono le stoppie bruciate dal meriggio e dagli uomini nelle isole del Mediterraneo ed un girasole di Van Gogh. E’ ocra e limone di Amalfi. Raggio di luce e spiraglio di speranza. Blu e’ Attilio. Chiaroscuro e meditativo e’ il colore del cielo quando il sole si nasconde ed a volte e’ il colore del sangue che scorre nelle arterie. E’ dinamico. Preciso quanto alterabile e voluttuoso. E’ Fez, smalto e ceramica. Lapislazzolo, pietra preziosa e acqua di mare. E’ la notte. E’ Blue Note ed e’ jazz come Matisse. Tutto questo sono i colori del mondo. Il rosso, il verde, il giallo ed il blu sono i miei colori preferiti”. (Paolo Fresu / Montréal 05 Luglio 2005)

Biografia e Sito ufficiale del gruppo. Per ascoltare qualche spezzone.

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